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Canzoni napoletane d'autore


Napulitanata Vol. 2

Gennaro Sica e Salvatore Pierno proseguono la loro avventura “filosofica” e musicale nella zona aurea della canzone napoletana classica. Emergono così tesori pressoché dimenticati, ma assolutamente preziosi, di musicisti e poeti che seppero veramente operare una magica, incredibile corrispondenza tra melodia e movimento del ritmo del verso napoletano, piegato ogni volta a rappresentare ora il “sospirar del sentimento”, ora tipiche aperture di paesaggio sullo scenario del golfo più bello del mondo.

Il tutto sul filo conduttore di atmosfere per lo più lunari e raccolte, ora di stupende barcarole come Barcarola napulitana, “Ncopp’a Il’onna”, Guardanno ‘a luna, ora di intensi vissuti sentimentali e di schermaglie amorose come Rumanzetta napulitana, Serenatella nera, Scétate, Num me guardate cchiù, Core spierto, ora ancora in ritratti femminili tipicamente napoletani come Furturella, una tarantella sorprendentemente raffinata nell’ardita progressione musicale discendente del suo ritornello, preziosità degna dei più grandi musicisti classici, come ebbero a dire, all’ascolto di questa canzone, Puccini e Mascagni.

Un’attenzione particolare va riservata a due autentiche perle che veramente meritavano di essere riportate alla luce. Parliamo dell’ispirata Chi sa!, un quadro poetico musicale che sorprendentemente fa da contrappunto alla poesia figurativa de “La fanciulla sulla roccia a Sorrento’ del Palizzi, con quella malinconica, stupenda ragazza “ncantata” che sprofonda “l’uocchio niro, luntano luntano / ...int’all’onna ca sona’ e che incarna quel “silenzio cantatore” di sospensione della parolae del canto di fronte all’in-canto di Patenope. Ed ancora parliamo della misteriosa, umbratile Zincara nera, mirabile rappresentazione scenica del tremendo, angoscioso dibattere dell’animo sul destino umano che qui si traduce in pura liricità. L’interpretazione rigorosa dei due musicisti, lontana sia da forzature retoriche sia da inutili “abbellimenti” pseudo-attualizzanti, ci fa concludere che, al di là di quello che da certa critica è stato definito “petrarchismo del Golfo”, ci troviamo ancora una volta piacevolmente sorpresi, all’ascolto di queste canzoni di “Napulitanata 2”, da quell’eterno, perfetto amalgama alchemico di parole, fisicità e melodia che sono le note caratteristiche entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo di tutti i tempi intorno a Napoli e al suo universo musicale.

Firenze, Gennaio 2015

Mariarosaria Pallone

 

Napulitanata vol. 2 Napulitanata vol. - 2
 

Guardann''a luna

G. Camerlingo/ V. De Crescenzo

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Furturella

P. Bovio / S. Fassone

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  Liricamente

 

     
 
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